Il Mito Del Demiurgo
Nel Timeo,Platone,descrive per la prima volta la figura del Demiurgo,un "artigiano divino" che porrà in seguito le prime basi per una concezione trascendente monoteista presente nel Cristianesimo.
A differenza del Dio creatore cattolico , il Demiurgo risulta essere piuttosto una sorta di plasmatore di un ambiente già esistente ma inanimato,il quale ha bisogno del cosiddetto "soffio vitale".
E' il medesimo "artefice" dell'universo ad essere la figura caratterizzante del dualismo filosofico di centrale importanza nella ricerca platonica: egli esprime e impersonifica a pieno la differenza fra l' ambiente tangibile ,soggetto al tempo e immanente, e le idee metafische ,eterne e trascendenti, sulla base delle quali il Demiurgo plasmò il mondo rendendolo per natura imperfetto.

“Posto ciò, occorre che passiamo in seguito a dire a
somiglianza di quale animale l’abbia fatto [l’universo] l’artefice.
Certo non reputeremo che l’abbia fatto a somiglianza d’alcuno di quello che
hanno forma di parte, perché niente assomigliato a cosa imperfetta può mai
essere bello: ma lo porremo somigliantissimo a quello, del quale sono parti gli
altri animali considerati singolarmente e nei loro generi. (…) dio, volendolo
rassomigliare al più bello e al più compitamente perfetto degli animali
intellegibili, compose un solo animale visibile, che dentro di sé raccoglie
tutti gli animali che gli sono naturalmente affini."
"Il Timeo",Platone

L'INFERNO
L'inferno rappresenta uno dei luoghi mitologici più metaforici e utilizzati nella storia della letteratura.
Virgilio volle descrivere minuziosamente non solo l'accesso e il principio secondo cui vengono distribuite le anime ma anche e soprattutto la geografia che dominava negli Inferi.
Vi è , infatti, dapprima la descrizione del vestibolo dove si trovano i mostri più spaventosi, i simulacri di tutte le paure e di tutte le malattie e un albero su cui nascono i sogni fallaci.
Successivamente viene descritto l'incontro tra Enea e Caronte (con la presentazione dell'Acheronte , "il fiume infernale") e Minosse (con la narrazione minuziosa dell'Antiinferno) per poi cercare nel corso del viaggio l'ombra del padre.
"Poco più in là si vede, estesa in lungo e in largo,
la pianura che chiamano i Campi del Pianto .
Qui segreti sentieri nascondono coloro
che un amore crudele consumò, ed una selva di mirti li protegge : nemmeno nella morte
trovano requie al dolore."
"Eneide",Virgilio
"Eneide",Virgilio
Nell'opera dantesca risulta evidente il tentativo di rappresentare con vitalità l'ambiente tanto nefasto quanto allegorico nel quale il protagonista si immerge : Dante cerca con il lessico di creare antitesi e metafore per rappresentare al meglio il "topos"infernale utilizzando un linguaggio tragico e a tratti umile (in evidente contrasto con quelli usati per il purgatorio e il paradiso) per dare una vera profondità e creare un coinvolgimento emotivo .
Risulta dominare,quindi, un' atmosfera cupa e drammatica alimentata dalle urla e gli sgomenti dei dannati dei vari gironi.
"Diverse lingue,orribili favelle,parole di dolore,accenti d'ira, voci alte e fioche , e suon di man con elle facevano un tumulto,il qual s'aggira sempre in quell'aura sanza tempo tinta,come la rena quando turbo spira"
"La Divina Commedia",Dante Alighieri
Risulta dominare,quindi, un' atmosfera cupa e drammatica alimentata dalle urla e gli sgomenti dei dannati dei vari gironi.
"Diverse lingue,orribili favelle,parole di dolore,accenti d'ira, voci alte e fioche , e suon di man con elle facevano un tumulto,il qual s'aggira sempre in quell'aura sanza tempo tinta,come la rena quando turbo spira"
"La Divina Commedia",Dante Alighieri
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