Nella letteratura novecentesca di stampo italico-europeo ,la rappresentazione e in particolare la narrazione dell'ipocrisia,la degradazione o la vivacità di un determinato ambiente sociale divenne uno dei "topos" di maggior rilievo .
L'IPOCRISIA BORGHESE
Nel 1937 Carlo Emilio Gadda scrive "La Cognizione Del Dolore" ,un romanzo nel quale tramite il personaggio di Don Gonzalo trasmette un forte senso di disprezzo e criticità nei confronti di un ambiente borghese tanto ricco quanto vuoto,tanto ipocrita quanto miserabile.
La borghesia italiana viene ritenuta responsabile di una sorta di tradimento storico, in quanto non fu in grado di impersonificare il progresso culturale che l'Italia si aspettava ,preoccupandosi solo di accumulare beni materiali.
Lo stile barocco domina e va ad evidenziare drasticamente l'antitesi fra la massima inconsistenza di ciò che viene narrato(nelle sequenze di descrizione della vita borghese) e la bellezza e l'originalità del lessico utilizzato da Gadda.
Celeberrimo, in tal proposito, risulta essere la sequenza in cui l'autore descrive l'apparato digerente di un tipico borghese dopo essersi mangiato l'ossobuco e dopo avere fumato la sua immancabile sigaretta.
"Fumavano.
Subito dopo la mela. Apprestandosi a scaricare il fascino che la lunga pezza
oramai, cioè fin dall’epoca dell’ossobuco, si era andato a mano a mano
accumulando nella di loro persona – (come l’elettrico nelle macchine a
strofinío) – ecco, ecco, tutti eran certi che un loro impreveduto decreto
avrebbe lasciato scoccare sicuramente la importantissima scintilla, folgore e
sparo di Signoria su adeguato spinterogeno ambientale, di forchette in travaso.
Cascate di posate tintinnanti! Di cucchiaini"
Cascate di posate tintinnanti! Di cucchiaini"
LA VITALITA' POPOLARE
Nel 1955 esce "Ragazzi di vita" di Pier Paolo Pasolini,romanzo che descrive appassionatamente la vita nelle borgate e nei quartieri popolari di Roma.
E' proprio la realtà periferica a conservare quella spontaneità e vitalità ereditata dal vecchio mondo rurale in pieno contrasto con l'avvento del consumismo.

"Il Riccetto cantava:
Quanto sei bella Roma,
quanto sei bella Roma a prima sera,
a squarciagola, completamente riconciliato con la vita, tutto pieno di bei programmi per il prossimo futuro, e palpandosi in tasca la grana: la grana, che è fonte di ogni piacere e ogni soddisfazione di questo zozzo mondo."
Quanto sei bella Roma,
quanto sei bella Roma a prima sera,
a squarciagola, completamente riconciliato con la vita, tutto pieno di bei programmi per il prossimo futuro, e palpandosi in tasca la grana: la grana, che è fonte di ogni piacere e ogni soddisfazione di questo zozzo mondo."