Esso non è più solo uno scenario da descrivere e ammirare ma diventa fonte di emozione ed evasione passando dalla nostalgia fino ad arrivare alla speranza.
L'AMBIENTE NOSTALGICO
Nella celebre "Alla stazione in una mattina d'autunno" Giosuè Carducci punta a descrivere l'ambiente in chiave malinconica e appassionata legandola alla figura della donna amata ormai partita.
Si passa dalla rappresentazione di un mattino autunnale vacuo e a tratti disperato fino al ricordo piacevole e appassionato ( seppur circondato da un velo nostalgico) di un ' estate trascorsa insieme.
Le stagioni , il treno e ogni elemento naturale che circonda il poeta diventano , quindi, fonte di un sentimentale quanto malinconico ricordo che lo trascina in un' ineffabile tristezza.
Il fischio della locomotiva va a simboleggiare la fine della storia d'amore che però vivrà per sempre nella fantasia sconfortata del poeta.

"Oh qual caduta di foglie, gelida,continua, muta,
greve, su l’anima!io credo che solo, che eterno,che per tutto nel mondo è
novembre.
Meglio a chi ’l senso smarrí de l’essere,meglio quest’ombra, questa caligine:io
voglio io voglio adagiarmi in un tedio che duri infinito.""Alla stazione in una mattina d'autunno ",Giosuè Carducci
"Oh qual caduta di foglie, gelida,continua, muta, greve, su l’anima!io credo che solo, che eterno,che per tutto nel mondo è novembre. Meglio a chi ’l senso smarrí de l’essere,meglio quest’ombra, questa caligine:io voglio io voglio adagiarmi in un tedio che duri infinito.""Alla stazione in una mattina d'autunno ",Giosuè Carducci
L'AMBIENTE COME "VARCO"
Nella poetica montaliana emerge l'importanza del cogliere in maniera genuina e disinteressata l'ambiente per fuggire da una realtà funesta quanto immutabile.
L'unica soluzione apparente che il poeta esprime è proprio quella di abbandonarsi completamente e sinceramente alla fusione fra i nostri sensi e la natura, fra noi e l'ambiente .
In accordo con la filosofia zibaldoniana di Leopardi la natura è l'unica sorgente di illusione e fantasia per scappare da una vita senza scopo e senza significato.
Uno degli esempi più famosi è sicuramente espresso nella poesia "I limoni" appartenenti alla raccolta "Ossi di seppia".
Risulta essere proprio l'odore dei limoni (che esprimono metaforicamente la bellezza eterna della natura) a contrastare con le città rumorose e prive di essenza vitale (prime 2 strofe).

“Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città
rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a
pezzi, in alto, tra le cimase.”
“I Limoni”, Eugenio Montale
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