In quali termini e proporzioni devono esistere i rapporti fra uomo e Stato?
Qual è la forma di Stato che utopisticamente consente il raggiungimento di una felicità comune tralasciando l'avidità egoistica personale?
Questi sono indubbiamente quesiti che la filosofia si pone da sempre e da sempre non possono che coesistere idee ,teorie e soluzioni diverse per far convivere pacificamente gli "animali socievoli" in vista di un bene comune.
LA SOFOCRAZIA PLATONICA
Nella "Repubblica" Platone (tramite la figura di Socrate) propone un ambiente sociale-politico utopistico basato sulla ragione e sulla giustizia .
Tali caratteristiche sono garantite dal potere che deve essere custodito dai filosofi ( che corrispondono alla parte razionale dell'anima e che quindi sono in grado di mettere la ragione sopra ogni interesse personale).
La divisione sociale si basa sulla presenza di altre due classi che corrispondono alla parte irascibile(i guerrieri )e concupiscibile ( i cittadini comuni) dell'animo umano.
In accordo con quello che sosterrà Marx ognuno dovrà far prevalere le qualità che meglio lo caratterizzano e che meglio possono inserirlo nell'ambiente politico e sociale.
Non a caso la visione politica del filosofo viene spesso definita come "comunismo platonico" con dovute analogie e differenze rispetto al modello teorizzato nell'Ottocento:
- Secondo Platone solo la classe dei filosofi e quella dei guerrieri erano sottoposti all'abolizione della proprietà privata ,mentre i cittadini comuni la conservavano (in quanto i primi due potevano approffitare della posizione di privilegio politico per interesse personale) .
- L'economia è basata sulla produzione di beni che vengono liberamente scambiati e non su una gestione centralizzata che tutto dirige impedendo l'arricchimento individuale(come indicava il modello statale comunista).
- Platone sosteneva come la democrazia fosse una degenerazione politica molto pericolosa in quanto legittimava la violenza della maggioranza sulla minoranza , inoltre le decisioni non possono essere prese da tutti i cittadini in quanto la maggior parte di essi viene mossa dall'emotività e non dalla pura ragione ( in disaccordo con la dottrina comunista che come principio cardine sostiene la volontà popolare).

"Ciascun governo istituisce leggi per il proprio
utile; la democrazia fa leggi democratiche, la tirannide tiranniche e allo
stesso modo gli altri governi. E una volta che hanno fatto le leggi, eccoli
proclamare che il giusto per i governati si identifica con ciò che è invece il
loro proprio utile, e chi se ne allontana lo puniscono come trasgressore sia
della legge sia della giustizia. In ciò consiste, mio ottimo amico, quello che
dico giusto, identico in tutte quante le poleis, l'utile del potere costituito.
Ma, se non erro, questo potere detiene la forza. Così ne viene, per chi sappia
ben ragionare, che in ogni caso il giusto è sempre identico all'utile del più
forte."
"Repubblica",Platone
Bibliografia:
"Skepsis,la filosofia come ricerca",Gianni Gentile,Luigi Ronga ,Mario Bertelli Volume 1A
"Skepsis,la filosofia come ricerca",Gianni Gentile,Luigi Ronga ,Mario Bertelli Volume 1A
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